È destinato a riaccendersi il dibattito internazionale sull’opportunità o meno di offrire un trapianto di fegato agli alcolisti, rei di aver adottato stili di vita direttamente responsabili della malattia.
A riaccendere la miccia del dibattito è uno studio francese pubblicato negli scorsi giorni sul New England Journal of Medicine.
Attualmente, in Francia - ma non solo - agli alcolisti è richiesta la completa astinenza dall’alcol per 6 mesi prima di poter essere inseriti nelle liste di attesa per i trapianti. La ratio è evitare che una merce così preziosa e scarsa come un organo vada in mano a una persona che non è in grado di evitare comportamenti nocivi, a scapito, magari, di un “innocente”.
Tuttavia, nei casi in cui la malattia non risponda più alla terapia farmacologica, soltanto un terzo dei pazienti riesce a sopravvivere a sufficienza per dimostrare la sobrietà: la grande maggioranza di essi muore prima del termine dei due mesi.
È da questa considerazione che è partita una sperimentazione che ha coinvolto 26 pazienti inseriti immediatamente nella lista per ricevere un trapianto (senza l’attesa dei 6 mesi canonici, dunque).
A 6 mesi, era in vita il 77 per cento di essi a fronte del 23 per cento del gruppo di controllo. E i benefici sono stati confermati a 2 anni.
Non solo: dopo 3 anni soltanto 3 pazienti avevano ripreso a consumare alcolici.
Dati che fanno dire all’autore dello studio che è tempo di rivedere la regolamentazione vigente e prepararsi a una maggiore richiesta di organi.

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solo il trapianto (pur
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