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Come stanno i donatori?

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Pubblicato il 02/12/2025

Sono ormai decine di migliaia i donatori di rene viventi nel mondo. Ma che cosa ne è della loro salute dopo aver donato l’organo a un caro (o in alcuni casi a un estraneo)?

Se lo sta chiedendo in queste settimane lo United Network for Organ Sharing (Unos), l’Ong che gestisce per conto del governo il sistema dei trapianti negli Stati Uniti. I dati in merito sono pochi e in genere sono rassicuranti. Nel 2009, per esempio, uno studio dell’University of Minnesota aveva monitorato la salute di 3.700 donatori per un periodo di 40 anni, concludendo che il loro stato di salute era comparabile alla popolazione generale, presentavano un’analoga aspettativa di vita e non rischiavano di soffrire di insufficienza renale più di qualunque altra persona. 

Ma è difficile valutare l’affidabilità di questi dati. I centri “perdono” la quasi totalità dei donatori. In più, quanti sono considerati idonei a donare sono in genere dei “super-sani” e non è da escludere che possano aspettarsi di stare in salute molto più a lungo della popolazione generale. Inoltre, lo scenario sta cambiando: i requisiti che i centri richiedono ai donatori sono meno severi, i donatori stanno invecchiando e, come tutte le altre persone, nel corso della propria vita si possono ammalare di patologie che compromettono la funzionalità renale. 

Un mix di fattori che ha portato lo Unos a proporre soluzioni immediate: innanzitutto che i centri che eseguono i trapianti seguano almeno il 90 per cento dei donatori nei due anni seguenti (monitorando la funzionalità renale così come altri problemi di salute e tenendo d’occhio anche aspetti sociali come la riduzione del reddito o la perdita dell’assicurazione a causa della donazione). Inoltre, che vengano ridotte le disparità tra i vari centri sui requisiti fisici richiesti per la donazione. Infine, che venga prestata la massima attenzione all’informazione agli aspiranti donatori.

Le proposte sono ora in discussione e si spera che possano venire tradotte in indicazioni operative entro il prossimo anno.

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