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Sotto la punta dell’iceberg

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Pubblicato il 27/09/2025

Ogni giorno in Italia il cancro fa 500 vittime e altre mille persone ricevono una diagnosi della malattia.

Sono questi i numeri che fanno più notizia tra quelli contenuti nel volume I numeri del cancro 2012 presentato nei giorni scorsi a Roma e realizzato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum).

Ma sono soltanto la punta dell’iceberg del fenomeno tumori. Sotto la superficie c’è un dato non meno importante: l’esercito delle persone che con il cancro ci convive, quelle che lo hanno appena superato e stanno sul chi vive nel timore che la malattia si riaccenda, quelle, infine, che per la medicina ce l’hanno realmente fatta. Nel complesso sono quasi 2 milioni e mezzo. Il 21 per cento di essi ha ricevuto la diagnosi negli ultimi due anni, un altro 22 per cento da due a cinque anni, il 23 per cento l'ha avuta tra cinque e dieci anni prima, l'8 per cento tra 15 e 20 anni e il 12 per cento da oltre 20 anni. 

Un numero enorme (equivale al 4 per cento degli italiani) la cui dimensione reale fa ancora fatica a entrare nel senso comune. 

E forse anche nell’agenda politica sanitaria. I sopravvisuti non sono pazienti come gli altri. Hanno bisogno di follow up, di cautele particolari, di servizi accessori.

Un dato positivo è che finalmente si ha «la possibilità di disporre di dati epidemiologici relativi all’anno in corso», ha sottolineato il ministro della Salute Renato Balduzzi. E questo «è essenziale per impostare azioni di politica sanitaria».

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