La cronaca, in pochi giorni, con quattro storie provenienti da tre Paesi diversi, rimette in moto il dibattito etico che ruota intorno alla gravidanza.
La prima viene dagli Usa. Una donna decide di fotografare l’esperienza del suo aborto. Ne nasce un caso. Ecco, come lei stessa, sulle pagine del Guardian, illustra le sue ragioni.
«Recentemente ho avuto un aborto che ho documentato con la fotocamera del mio cellulare condividendo le immagini su internet. Ho ripreso e pubblicato la mia esperienza su thisismyabortion.com per mostrare cosa sia un aborto sicuro e per contrastare l’uso perverso di immagini di feti morti fatto dai movimenti antiabortisti. La mia speranza è che questo progetto aiuti a fugare la paura, le bugie e l’isteria intorno all’aborto e dare alle donne il potere di fare scelte consapevoli sul proprio corpo».
«Mia madre - continua - ha abortito illegalmente circa 30 anni fa e quasi è morta per l’emorragia. Ha passato i mesi di convalescenza in silenzio, in un Paese in cui avrebbe essere bandita, se non uccisa, per la sua azione. Poi, qualche anno fa, ha condiviso il suo segreto con me».
A restituire il clima in cui la donna ha pensato al suo «progetto», la seconda storia che viene dalla pancia profonda degli Stati Uniti. In Mississippi, un giudice sta decidendo se disporre la chiusura dell’ultima clinica che nello stato pratica l’interruzione volontaria di gravidanza.
In Cina, invece, un giudice riconosce a una donna, vittima di un aborto forzato al settimo mese da parte degli ufficiali della “pianificazione familiare”, un indennizzo di 70 mila yuan (circa 10 mila euro).
Poi c’è l’Italia, con la presentazione al Parlamento la Relazione 2012 sulla procreazione medicalmente assistita. I dati mostrano un aumento costante del ricorso alle tecniche di Pma che nel 2010 hanno portato a 15 mila gravidanze ottenute per circa 12 mila bambini nati vivi. Mostrano il progressivo innalzamento dell’età delle madri ormai prossime ai 36 anni e mezzo; la riduzione della percentuale delle gravidanze trigemine. Ma la Relazione mostra anche un Sistema sanitario spesso poco attrezzato a fornire questa specifica tipologia di servizio. Circa la metà delle procedure è infatti eseguita in centri privati e un buon numero di questi in centri non convenzionati, quindi a carico del cittadino.
Inoltre persiste il fenomeno della mobilità interregionale: circa l’11 per cento di chi si sottopone a tecniche di Pma di primo livello e quasi il 25 per cento di quanti ricorrono a tecniche di secondo livello si rivolge a una Regione che non è quella di residenza.
Per saperne di più
I took secret photos of my abortion to empower and educate women, Guardian, 9 giugno 2012
Judge Maintains Injunction Against Mississippi Law on Abortion Clinics, New York Times, 11 luglio, 2012
China: Forced Abortion Victim Awarded $11,200, Fears for Life, Time, 13 luglio 2012
Relazione 2012 sulla procreazione medicalmente assistita, 12 luglio 2012

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