Janus

scienza, etica, cultura
/ news

La crisi morde anche il servizio sanitario di sua Maestà

Autori: 
Pubblicato il 16/12/2025

Venti miliardi di steriline. Sarà questa la cifra monstre a cui dovrà rinunciare il servizio sanitario inglese (Nhs) da qui al 2015. Il taglio delle risorse potrebbe portare inoltre a una riduzione di 20 mila unità del personale sanitario e la chiusura di numerosi ospedali. 

Nulla del genere si era ancora visto nella nazione in cui William Beveridge alla metà degli anni Quaranta del secolo scorso ha teorizzato lo stato sociale. 

I medici sono sul piede di guerra e sembra di sentire i camici bianchi nostrani quando il presidente del Royal College of Physicians Richard Thompson mette in guardia la stampa britannica: «Il governo sbaglia a chiederci di tagliare la spesa di 20 miliardi di sterline, perché la pressione sull’intero servizio sanitario sta crescendo come conseguenza della spesa per i nuovi farmaci e trattamenti… è impossibile». Infatti, avverte, «stiamo già vedendo le liste di attesa allungarsi» e non manca chi, ospedali e medici, «cercano di incoraggiare i pazienti a non rivolgersi alle strutture sanitarie», conclude.

Più spesso, tuttavia, gli ospedali rimandano quanto più possibile gli interventi non urgenti. Ha fatto il giro del mondo la notizia di un agricoltore settantenne che ha ottenuto un intervento chirurgico per un’ernia lombare soltanto dopo un anno e infinite pressioni sull’ospedale da parte del proprio medico e di un parlamentare locale. Ma non è che la punta dell’iceberg. Un rapporto pubblicato a ottobre ha evidenziato che un ospedale su 5 non soddisfa i minimi standard di assistenza per gli anziani, per esempio.

A preoccupare le associazioni mediche britanniche, tuttavia, non sono soltanto i tagli: quanto l’ingresso dei privati nella sanità. La British medical association ha fatto notare al governo che l'apertura al privato potrebbe rivelarsi tutt’altro che conveniente. Questi potrebbero concentrare la propria attività nelle aree più redditizie lasciando al pubblico quelle più costose. Ma il governo sembra sordo e dal ministero della salute inglese fanno sapere che l’ingresso dei privati garantirà maggiore concorrenza e maggiore efficienza nella spesa. «Non taglio dei servizi - ha affermato il ministro Andrew Lansley - ma maggior valore a ogni pound speso».

Aggiungi un commento