Buone notizie. Ma non troppo.
La percentuale di bambini tra gli 8 e i 9 anni in sovrappeso o francamente obesi in Italia è in calo.
Erano infatti rispettivamente il 23% e l‘11,2% nel 2011, sono il 22,1 e il 10,2 nel 2012.
È questo il dato principale emerso dalla terza raccolta dati di OKkio alla salute, il programma di sorveglianza promosso dal Ministero della Salute e dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie. Che evidenzia inoltre l’esistenza di un gradiente Nord-Sud che porta la Campania in vetta alla classifica con quasi un bambino su due in eccesso ponderale e le Province autonome di Trento e Bolzano al lato opposto della scala.
La rilevazione è stata condotta su un campione di 2623 classi della scuola primaria con 46.492 bambini e 48.682 genitori analizzati.
Per quanto i dati, per il secondo anno consecutivo, confermino un trend in diminuzione dell’eccesso ponderale, l’Italia continua a rimanere ai primi posti in Europa per tassi di sovrappeso e obesità.
E gli stili di vita errati continuano a essere straordinariamente diffusi.
Sul fronte dell’alimentazione, l’indagine ha mostrato che il 9% dei bambini salta la prima colazione mentre per il 31% non è adeguata, che il 67% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante, che il 21% non consuma quotidianamente frutta e/o verdura e che il 43% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.
Non va meglio con l’attività fisica. Il 16% dei bambini pratica sport per non più di un’ora a settimana, il 17% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine, il 42% ha la televisione in camera, il 36% la guarda e/o gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno e solo un bambino su 4 va a scuola a piedi o in bicicletta.
Inutile ripetere l’importanza della prevenzione. I bambini sono predittori di salute: è perciò decisivo far acquisire fin dall’infanzia stili di vita corretti.
Programmi di promozione della salute come Guadagnare Salute ormai da diversi anni sono impegnati a questo scopo, riuscendo a mettere a punto, oltre che decine di interventi, un metodo condiviso: dall’analisi della letteratura disponibile alla traduzione delle prove di efficacia in un’azione in grado di produrre risultati nei vari contesti un cui si lavora.
Difficile dire se i dati positivi presentati oggi siano il risultato di questo sforzo.
Di certo, questi programmi hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza dell’importanza dei corretti stili di vita nella comunità degli operatori, fornendo gli strumenti per promuoverli. E, questo, se le iniziative continueranno a essere alimentate, non potrà che avere effetti benefici.

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