Janus

scienza, etica, cultura
/ news

Contro la crisi perché non puntare sul fumo?

Autori: 
Pubblicato il 13/01/2026

Sembra l’uovo di Colombo. Eppure, per il momento, nessuno sembra aver seriamente preso in considerazione l’idea di disporre un aumento sul prezzo delle sigarette nella marea di misure economiche che dovrebbero aiutare il Paese a uscire dalla crisi. 

Servono misure strutturali, certo. Ma quel po’ di risorse fresche che l’aumento di 1 euro a pacchetto del prezzo delle sigarette potrebbe portare non farebbero di certo male. 

Si tratterebbe di un gruzzoletto di 2,5 miliardi di euro in un anno. Non proprio un’inezia. 

L’intervento, poi, sortirebbe effetti tutt’altro che transitori. Un aumento del prezzo delle bionde porterebbe infatti con ogni probabilità a una riduzione dei fumatori e, di rimbalzo, delle conseguenze nefaste del fumo sulla salute. E questo significa una riduzione strutturale dei costi sanitari. 

Sono queste le considerazioni che il direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Silvio Garattini, e la presidente della sezione milanese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Franca Fossati-Bellani, hanno sottoposto al presidente del Consiglio Mario Monti in una lettera aperta. 

Ecco il testo

Lettera aperta al Presidente del Consiglio, Mario Monti, 

di Franca Fossati Bellani e Silvio Garattini 

Lotta al Fumo e Risorse  "in fumo"

 

Perché rinunciare all’aumento della tassazione delle sigarette che, secondo una ricerca Doxa, la maggioranza degli italiani avrebbe accolto favorevolmente?

Perché mandare "in fumo" consistenti risorse per la manovra in corso?

Lo domandiamo al Presidente del Consiglio e ai suoi Ministri.

Chi, come noi, da tempo promuove la lotta al tabagismo, si dispiace vivamente che il previsto aumento del prezzo delle sigarette non sia stato confermato. 

Vogliamo sottolineare che così si è rinunciato a:

  • un’azione significativa anche se non risolutiva nella lotta al fumo di sigaretta;
  • alla possibile riduzione del numero dei fumatori, che in Italia sono 11 milioni,  e conseguente beneficio sulla salute dei cittadini  con minore spesa nella gestione delle patologie correlate al tabagismo;
  • un incremento notevole delle entrate fiscali:  2 miliardi e mezzo di euro con l’aumento di un euro per pacchetto.

Ci preme, per le Istituzioni che rappresentiamo, ribadire che i danni provocati dal fumo di sigaretta rappresentano una voce di spesa rilevante per il nostro Servizio Sanitario  e che ogni azione contro il fumo, compreso il costo delle sigarette, rimane obiettivo primario delle nostre Istituzioni. 

Franca Fossati-Bellani, presidente Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - sezione Provinciale di Milano

Silvio Garattini, direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”

 

 

 

Commenti

Inviato da GiorgioDobrilla (non verificato) il
Come Eva benelli già sa ho apprezzato il pezzo di Janus e l'ho rilanciato (citando la fonte) ampliandolo sul giornale per cui scrivo. Commento positivissimo, ovviamente.

Aggiungi un commento