Andrew Wakefield, il medico che nel lanciò su 1998 su The Lancet l’ipotesi di una connessione tra vaccino contro morbillo-parotite e rosolia (MPR) non ha fatto una bella fine. Il Royal College of Physicians britannico lo ha espulso dall’ordine e non può esercitare la pratica medica. Mentre il suo studio è stato ritirato con tanto di scuse dalla rivista britannica perché fraudolento. Tra vaccino MPR e autismo non c’è nessun nesso, se non una pura coincidenza cronologica. Questo dice la scienza, almeno fino a prova contraria.
Nonostante ciò, le acquisizioni della ricerca fanno fatica a filtrare nell’ambiente giuridico. Così il 15 marzo scorso, il tribunale di Rimini ha condannato il ministero della Salute a risarcire i genitori di un bambino autistico. La ragione addotta dai giudici è il presunto legame tra vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia e la malattia. «Accertato che [il bambino] è stato danneggiato da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR) […] condanna il ministero della Salute in persona del ministro in carica a corrispondere a […] l’indennizzo previsto», oltre al pagamento delle spese legali, si legge nella sentenza.
Il bambino si era sottoposto a vaccinazione presso l’Ausl di Riccione nel marzo 2004 e lo stesso giorno, si legge, «insorgevano sintomi preoccupanti (diarrea, nervosismo, mentre tra il 2004 e il 2005 […] manifestava segni di grave disagio psico-fisico fino alla data del 31/08/2025 in cui avveniva il riconoscimento della invalidità permanente al 100%».
Il testo della sentenza è illuminante: «devono essere condivise le valutazioni medico-legali svolte dall’ausiliario medico-legale il quale, sulla base di un esame approfondito del caso anche alla luce della letteratura specialistica aggiornata, ha conclusivamente affermato come il piccolo […] sia affetto da “disturbo autistico associato a ritardo cognitivo medio” riconducibile con ragionevole probabilità scientifica alla somministrazione del vaccino MPR».
Il nome dell’ausiliario medico-legale non è noto, ma nel frattempo la comunità medico-scientifica è insorta. La sentenza «individua un nesso di causalità che è stato scientificamente confutato, rischiando così di demonizzare uno strumento quale la vaccinazione sistematica della popolazione, che ha consentito in gran parte del mondo di debellare malattie terribili e devastanti», ha affermato il presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco.
E non è mancato chi ha sollevato il timore che ora la sentenza possa fare giurisprudenza, incidendo sulle future controversie e sancendo per via legale ciò che la scienza ha confutato.
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