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Status sociale: l'anello debole della catena

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Pubblicato il 24/10/2025

È sempre lo status sociale a fare la differenza nella salute di un individuo. Mentre infatti nei Paesi ricchi l'aspettativa di vita è di 80 anni, in quelli più poveri - dove 800 milioni di persone vivono nei bassifondi - è appena di 57 anni.

E se un bimbo nato in Malawi può sperare di vivere fino a 47 anni, chi nasce in Giappone può attendersi di viverne 83. 

È quanto sottolinea l'Oms in occasione della Conferenza mondiale sui fattori sociali 'determinanti' per la salute, che si è aperta a Rio de Janeiro. Esperti di 100 Paesi discutono per tre giorni della possibilità di migliorare le condizioni economiche e sociali per ridurre questo ”gap” tra Paesi ricchi e poveri.

“Le differenze all'interno e tra i Paesi nei livelli di reddito, nelle opportunità, nella salute e nell'accesso alle cure sono al livello più alto che mai nella storia recente - spiega Margaret Chan, direttore generale dell'Oms -. Un mondo che è sbilanciato in tema di salute non è né stabile né sicuro”. 

L'Oms ricorda che ogni giorno nei Paesi poveri 21 mila bambini muoiono prima dei 5 anni di polmonite, malaria, diarrea e altre malattie. Inoltre il 99% delle morti di parto si registra negli stessi Paesi: una donna in Afghanistan, ha un rischio di morire di parto di 1 su 11 contro l'1 su 17.800 dell'Irlanda. Significativi anche i dati sulla tubercolosi: l'85% delle vittime di questa malattia si registra nei Paesi sottosviluppati. Ci sono poi le malattie non trasmissibili (l'80% si verifica nei paesi poveri).

Ma le differenze di salute si registrano anche nello stesso Paese: ad esempio negli Stati Uniti gli americani di origine africana rappresentano solo il 12% della popolazione ma fanno registrare quasi la metà delle nuove infezioni Hiv. E a giustificare queste "allarmanti differenzenon c'è - sottolinea l'organizzazione - né una spiegazione biologica né genetica". 

Anche nella stessa città si può passare da una aspettativa di vita di 88 anni a Queen's Gate a Londra ai 71 di Tottenham Green ward. Secondo una stima del Parlamento Europeo - riferisce l'Oms - le perdite legate alle gravi differenze sanitarie valgono l'1,4% del Pil nell'Unione Europea, una somma quasi pari alla spesa dell'Ue per la difesa (1,6%).

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