Janus

scienza, etica, cultura
/ news

Medici di famiglia: tutto sta cambiando

Autori: 
Pubblicato il 20/01/2026

La cronicità irrompe negli studi di medicina generale, mentre la medicina si fa sempre più complessa. Gli attuali modelli di retribuzione, basati essenzialmente sul numero di prestazioni erogate o su quello dei pazienti presi in carico, hanno fatto il loro tempo. 

Ed è così che la valutazione della qualità dei servizi offerti è diventato uno strumento essenziale anche per i medici di famiglia. 

«Gli indicatori di performance possono essere usati per identificare e premiare i gruppi di medici con i migliori risultati», commentava già nel 1995 sulle pagine del Bmj Azeem Majeed dell’Imperial College London. 

E da allora, Stati Uniti, Germania e Regno Unito hanno preso, con modalità diverse, a implementare modelli di «pay for performance» nei loro servizi sanitari. 

Gavino Maciocco, su SaluteInternazionale, ha nei giorni scorsi presentato una dettagliata rassegna delle esperienze più mature e dei pro e contro del nuovo approccio (leggi l’articolo) che, inevitabilmente, prima o poi, contagerà anche l’Italia.

«Il “combinato disposto” di disease management, controllo di qualità e P4P [pay for performance] ha iniettato nel sistema delle cure primarie e della medicina generale una generosa dose d’innovazione di cui aveva  un disperato bisogno», scrive Maciocco. Gli elementi innovativi possono essere riassunti nella «la valorizzazione delle risorse della comunità  e del ruolo del paziente; una medicina d’iniziativa, proattiva; l’organizzazione basata sul team e su una nuova articolazione delle funzioni e delle competenze; l’utilizzazione di linee guida basate su prove di efficacia; l’introduzione di robusti sistemi informativi/informatici». In più, dalle esperienze internazionali emerge che «tutto ciò ha prodotto fondamentali trasformazioni nelle attività dei medici di famiglia: il rafforzamento dello staff, con il fondamentale contributo del personale infermieristico,  la qualificazione delle strutture e  il miglioramento della qualità dell’assistenza, l’introduzione dell’audit clinico, il potenziamento dei sistemi informatici (uso di registri di patologia, electronic medical record, sistemi di allerta per il richiamo dei pazienti, efficienti sistemi di auto-valutazione».

Non mancano, però, le debolezze che possono essere sintetizzate nella distorsione delle priorità e la verticalizzazione dell’assistenza. Nel primo caso si tratta soprattutto del «sovratrattamento delle condizioni monitorizzabili e la ridotta attenzione a problemi non monitorizzabili, ma non per questo meno importanti per il paziente». Nel secondo caso nella scarsa attenzione alla «co-morbilità che [...] interessa la maggioranza dei pazienti cronici» e nella scarsa premialità della «relazione terapeutica, ossia la capacità di lavorare sui problemi del paziente, sulla personalizzazione e la continuità delle cure».

L'articolo: "Remunerazione dei medici di famiglia e qualità dell’assistenza"

Aggiungi un commento