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L’infermiere è bravo quanto il medico

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Pubblicato il 22/03/2026

Quando c’è da risolvere problemi di salute acuti e a bassa complessità l’assistenza fornita da un infermiere è comparabile, per qualità, a quella fornita da un medico di medicina generale. 

È questa la conclusione di uno studio spagnolo pubblicato sul Journal of Advanced Nursing che probabilmente farà storcere il naso ai dottori.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Institut Català de la Salut di Barcellona che ha sottoposto quasi 1.500 pazienti a un singolare esperimento. Presentatisi per una visita allo studio del proprio medico, dopo una prima valutazione della serietà del disturbo, è stata loro prospettata la possibilità di partecipare allo studio e quindi di essere visitati da un infermiere professionale e non dal proprio dottore. 

Dopo un paio di settimane i ricercatori hanno misurato la soddisfazione dei pazienti, ma, soprattutto, se il problema di salute era stato risolto.

Ebbene, gli infermieri sono stati in grado di risolvere con successo l’86 per cento dei casi affrontati, una percentuale analoga a quella dei medici.

Tuttavia, non hanno mostrato la stessa bravura di fronte a tutte i disturbi: se gli infermieri se la sono cavata benissimo con la gestione di ustioni, traumi e diarrea (risolti rispettivamente nel 100, 94,3 e 91% dei casi), è andata peggio con mal di schiena, disturbi respiratori e urinari.

«Questi bassi tassi di risoluzione possono essere spiegati con il fatto che questi problemi richiedono un esame più complesso che non è tra gli abituali compiti dell’infermiere», ha spiegato la coordinatrice dello studio, Mireia Fàbregas. 

Dallo studio è emerso inoltre che gli infermieri hanno prescritto meno farmaci rispetto ai medici (nel 65,1% delle visite contro l’84,8%). Nè è da trascurare il fatto, interrogati su quale delle due figure professionali preferissero, il 40 per cento dei casi i pazienti abbia risposto con un sereno: «È indifferente».

«Questo studio potrebbe aiutare a ridurre la resistenza ai cambiamenti sia tra i medici sia tra gli infermieri sia nella popolazione generale generando fiducia nell’assistenza fornita dagli infermieri», ha concluso Fàbregas. 

Cambiamenti che per gli autori dello studio sono ormai improcrastinabili: «l’alta domanda di visite dal medico di famiglia è uno dei più urgenti problemi per il servizio sanitario», spiegano nell’introduzione allo studio. «La contrazione dei tempi che ne consegue riduce la capacità di problem-solving del medico e risulta in una aumento di richieste di visite specialistiche».

Far scendere in campo gli infermieri, seppur in quelle aree in cui hanno dimostrato maggiori competenze, potrebbe dunque rappresentare una chiave per far recuperare efficienza della sanità. 

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