Janus

scienza, etica, cultura
/ news

DsmV: bene il metodo, ancora scarsi i risultati

Autori: 
Pubblicato il 11/05/2026

Il gruppo di esperti che sovrintende l’ultima revisione della quinta, discussa, edizione del Dsm, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, alla fine ne ha dovuto prendere atto. 

Troppe le critiche che erano piombate su quella definizione di depressione, tanto ampia da farvi rientrare condizioni di certo non piacevoli ma sicuramente non patologiche come lo stato d’animo conseguente un lutto. Così, il disturbo è stato ridimensionato. Analoga sorte è toccata ad altre due anomalie (la sindrome psicotica attenuata e la sindrome mista ansioso-depressiva) che non si sono viste cancellate del tutto dall’elenco delle condizioni patologiche - come in molti avrebbero voluto - ma sono state comunque derubricate a condizioni che meritano ulteriori ricerche. 

Le preoccupazioni sul Dsm V sono forti da quando è cominciata a circolare la sua prima bozza. «Nel 2013, con l’introduzione della versione più aggiornata

del Dsm, sarà veramente difficile non riconoscersi in almeno una delle condizioni contemplate dall’elenco», va ripetendo da tempo Allen Frances, a capo della commissione che ha redatto l’edizione precedente del manuale e portavoce degli oltre 11 mila addetti ai lavori che hanno firmato una petizione perché il testo in lavorazione sia bloccato e sostanzialmente rivisto.

Finora, tuttavia, i cambiamenti sono stati minimi. «Restano molte altre modifiche da fare. Le più importanti riguardano l’eliminazione di altre pericolose nuove condizioni e la riscrittura di tutti i criteri diagnostici inattendibili». 

L’autismo, per esempio, è tra le condizioni a maggior rischio. L’attuale definizione fa rientrare l’intera gamma dei disturbi sotto un’unica etichetta eliminando le definizione delle condizioni correlate come la sindrome di Asperger. Così facendo, secondo una stima dell’Università di Yale, la metà delle persone con disturbi dello spettro autistico - quelli più lievi - che oggi ricevono una diagnosi proprio grazie alla presenza di queste categorie “collaterali”, rimarrebbero tagliate fuori. 

Il dibattito e la revisione, comunque, continuano. L’ultima bozza rimarrà ancora aperta per una nuova tornata di commenti per le prossime sei settimane. A quel punto si tireranno definitivamente le fila e il nuovo Dsm sarà licenziato.

Per saperne di più

  • Il sito dell’American Psychiatric Association dedicato al DsmV
  • Psychiatry Manual Drafters Back Down on Diagnoses, sul New York Times

Leggi anche: 

 

Aggiungi un commento