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Sostenere le madri che desiderano allattare al seno nella comunità: una sfida possibile

Pubblicato il 07/12/2025

L’allattamento al seno è il modo naturale per nutrire un bambino: non è solo uno stile di vita salutare, ma rappresenta anche un rilevante tema di sanità pubblica per i benefici di salute per le madri e i bambini. 

Nonostante sia in aumento il numero delle donne che allattano al seno, esistono ancora barriere culturali all’applicazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Unicef, secondo cui «nei primi sei mesi di vita i bambini devono essere alimentati esclusivamente con latte materno e successivamente integrare le poppate con cibi complementari idonei e sicuri, proseguendo l’allattamento fino all’età di due anni e oltre».

Nel corso degli anni, diversi interventi sono stati messi a punto per sostenere le donne nell’ allattamento. Un ruolo di primo piano è stato svolto da Oms e Unicef che hanno avviato a livello mondiale l’iniziativa Ospedale amico dei bambini,  che si propone di proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento nei punti nascita, fornendo alle donne e all’intera famiglia le informazioni necessarie per fare una scelta consapevole sull’alimentazione del bambino. Se a oggi in Italia sono 23 gli ospedali baby-friendly, che rappresentano il 4% dei parti effettuati nel nostro Paese, sono più di un centinaio quelli che stanno lavorando per ottenere il riconoscimento. 

Questa iniziativa ha contribuito a innalzare i tassi di allattamento al seno, ma si è dimostrata solo parzialmente efficace nel sostegno dell’allattamento a medio e lungo termine. Per questo l’Oms e l’Unicef hanno incoraggiato i sistemi sanitari a fare un ulteriore passo e ad allargare l’impegno sul territorio al fine di promuovere una cultura dell’allattamento nell’intera comunità.

È nata da questa sollecitazione l’esperienza della Comunità amica dei bambini, che dopo essersi affermata in molti Paesi anglofoni, nel 2007 è stata lanciata anche in Italia.

Dall’ospedale alla comunità

Nel febbraio 2006 il comitato italiano per l’Unicef ha affidato all’Asl di Milano il coordinamento di un gruppo di lavoro composto da operatori di diverse professionalità con il mandato di estendere anche sul territorio i criteri già previsti per il sostegno dell’allattamento nei punti nascita. Poco più di un anno dopo è stata lanciata a livello nazionale l’iniziativa Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno.

La Comunità è intesa come una struttura socio-sanitaria territoriale in cui tutti gli operatori dei servizi a contatto con donne in gravidanza, madri e bambini adottano standard di buone pratiche assistenziali che hanno lo scopo di proteggere, promuovere e sostenere l’avvio e la durata dell’allattamento materno. Allo stesso tempo assicura che le donne che hanno scelto di non allattare al seno siano sostenute nella loro decisione e ricevano informazioni indipendenti da interessi commerciali e basate sulle più recenti prove scientifiche per una corretta alimentazione del loro bambino. 

Nel concreto, l’iniziativa, che in Italia identifica il distretto sociosanitario come modello organizzativo su cui misurare la rete assistenziale, si basa sull’adozione di “Sette passi per una Comunità Amica dei Bambini per l’allattamento materno” unitamente al rispetto del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del atte Materno e le successive pertinenti risoluzioni della Assemblea mondiale della sanità .

Come si diventa Comunità amica dei bambini

Le Comunità che adottano i Sette passi possono chiedere di essere valutate come Amiche dei bambini. Il percorso inizia con un’autovalutazione fatta dalla struttura sociosanitaria. Questa porterà a un’analisi delle pratiche che incoraggiano o ostacolano l’allattamento materno e successivamente alle azioni necessarie per effettuare questi cambiamenti. Quando una struttura ritiene di aver raggiunto uno standard elevato, questo risultato viene confermato da un gruppo di valutatori esterni che determinano se la struttura può ricevere il riconoscimento di Comunità amica dei bambini.

A oggi è stata riconosciuta come Comunità amica dei bambini una Asl, quella di Milano, mentre altri 17 distretti a livello nazionale stanno seguendo gli step per il riconoscimento. 

Questi 18 distretti stanno inoltre partecipando a uno studio multicentrico che ha lo scopo di verificare se l’applicazione dei Sette passi porti a un aumento dei tassi di allattamento esclusivo nei primi 6 mesi. I risultati della ricerca saranno disponibili nel 2013.

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