La chiave per capire il clamoroso successo dei gruppi di acquisto su internet è tutta in due frasi. Sono testimonianze di clienti entusiasti – autentiche o fittizie poco importa per quanto sono esplicative – riportate nell’homepage di un sito leader del settore: «Groupon è il Robin Hood del ventunesimo secolo; permette alle persone di vivere esperienze che non avrebbero mai potuto permettersi» dice Chiara. E Matteo incalza: «Puoi risparmiare molti soldi su cose che non avresti mai pensato di fare!!!».
Groupon, come Groupalia e Let’s Bonus, solo per citare i più diffusi, sfruttano le potenzialità della rete per inaugurare una nuova forma di uguaglianza, basata sulla pari accessibilità, ma a servizi perlopiù superflui, di cui si riesce a indurre in qualche modo il bisogno attraverso la prospettiva allettante degli sconti. «La prima cosa che faccio appena sveglio è dare un occhio a Groupon» prosegue entusiasta Matteo, senza intuire probabilmente il peso delle sue parole.
Un mercato da 8 milioni di italiani
È la nuova frontiera del marketing. Un’idea geniale che in poco più di due anni si è diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo, raggiungendo più di 40 paesi, dalla Malesia all’Uruguay e che muove un enorme giro di denaro. In Italia, secondo i dati Nielsen, sono circa 8 milioni le persone che si servono di questi siti per risparmiare, quasi sempre su acquisti che comunque non avrebbero mai fatto. La possibilità di ottenere sconti fino al 70 e addirittura al 90 per cento nasce dalla quantità di clienti che la rete riesce a radunare, in maniera analoga a quel che fanno i cosiddetti gruppi di acquisto solidali (Gas), gruppi di persone, di solito famiglie, che mettendosi insieme riescono a ottenere direttamente dai produttori o dai grossisti prodotti, in genere alimentari, in quantità tali da strappare prezzi di favore. In questo caso però il gruppo è sempre quello, si basa di solito su una conoscenza personale e la merce riguarda principalmente generi di prima necessità, dalla carne ai pannolini.
Gli affari dei gruppi online sono invece trattati dalla società che gestisce il sito e i gruppi si ricompongono di volta in volta sulla base di specifici interessi, che perlopiù riguardano il benessere e il tempo libero. L’azienda da un lato contatta gli esercenti e dall’altro, tramite e-mail quotidiane agli iscritti, propone gli affari che è riuscita a concordare. Grazie alla rete non è difficile, di volta in volta, raggiungere il numero di utenti richiesto dal fornitore per concedere lo sconto. Se si raggiunge la quota di partecipanti prefissata per sottoscrivere l’accordo, lo sconto sarà valido per tutti e tutti coloro che lo hanno richiesto riceveranno via mail il buono, detto coupon, pagato online con carta di credito, da presentare ai commercianti. In caso contrario invece, va tutto a monte.
Un’offerta per te, ogni giorno
La logica è semplice, e apparentemente conviene a tutte le parti in causa: il sistema offre infatti agli esercenti un modo nuovo per farsi conoscere e promuovere le proprie strutture e ai clienti la possibilità di arricchire con proposte impensate il proprio tempo libero. La parte del leone la fanno i ristoranti e i trattamenti estetici, ma non mancano pacchetti per interi weekend in località particolari dal punto di vista paesaggistico, per una giornata di rafting sui torrenti di montagna o per entrare, sempre a prezzi scontati, in un parco divertimenti. Ogni mattina, quando si apre la posta elettronica, ci si trova a cominciare la giornata lavorativa allettati da tutte queste prospettive di evasione, rese ancora più invitanti dai testi di descrizione del deal, come si definisce l’affare, e dalle foto che lo illustrano.
Non c’è tempo da perdere, però. L’occasione è valida solo per 24 ore, e il conto alla rovescia è ben evidente sullo schermo del computer, insieme al numero dei fortunati che già se lo sono accaparrato. Un trucco vecchio come il mondo per stuzzicare l’appetito dell’acquirente.
Opportunità e fregature
Le offerte non sono casuali. Vengono da ricerche di mercato accurate e basate sulle realtà locali. L’altra parola chiave per definire il fenomeno è infatti geolocalizzazione: le filiali nazionali di queste società, le più importanti delle quali sono nate oltreoceano, oppure, per quelle europee, in Spagna e Germania, studiano le proposte più adatte alle diverse clientele.
All’atto dell’iscrizione si sceglie la città per cui si desiderano ricevere le offerte, in modo da non ricevere inviti per ristoranti di Bari se si vive a Milano, fermo restando che a queste alternative si può comunque accedere in caso di viaggi e vacanze.
Qualche inghippo c’è: a volte il prezzo, nonostante lo sconto sbandierato nell’offerta, non sembra discostarsi troppo da quello che si potrebbe trovare altrove; in altri casi può capitare che l’esercente, non appena il cliente gli comunica di essere in possesso del coupon, gli riservi un trattamento di serie B.
Rivolgendosi ai servizi clienti, comunque, di solito si riescono a superare queste difficoltà, che derivano soprattutto dal fatto che i commercianti, nuovi a questa modalità di promozione della propria attività, non sempre ne comprendono fino a fondo l’enorme potenzialità.
Il mercato della salute
Più preoccupanti, piuttosto, sono gli aspetti medici del fenomeno. In un’epoca in cui il confine tra benessere e salute è sempre più sfumato, e la cellulite è considerata una vera e propria malattia, anche le offerte che vanno per la maggiore, insieme a quelle dei ristoranti, sono quelle dei centri estetici: massaggi, depilazioni, mani e pedicure, trattamenti spa.
Da qui però è facile che si travalichi in un campo che dovrebbe essere di competenza medica. Le offerte pullulano di non meglio precisate sedute di agopuntura, ma anche di visite odontoiatriche comprese di radiografia panoramica, che rischia di esporre l’ignaro cliente a una dose di radiazioni inutili e indesiderate. Lo stesso vale per i checkup estesi a valutazioni di presunte intolleranze alimentari o trattamenti di dubbia efficacia e sicurezza, come l’idrocolonterapia.
Non proprio quello che Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ma opportunità che si possono sfruttare conservando misura e senso critico.

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