Quando cultura era sinonimo di conoscenze letterarie, il medico si collocava fra le persone colte. Cechov, Schnitzler e Céline, per fare qualche esempio illustre, erano medici di professione e scrittori per vocazione. Oggi, nell’epoca della tecnologia, l’incontro fra medicina e letteratura è più arduo, ma anche più fecondo: non è solo un patrimonio culturale, ma la dimensione umanistica irrinunciabile per chi si occupa della salute.
In questa ottica si pone il volume Medicina e letteratura, curato da Sandro Spinsanti. I vari contributi analizzano e approfondiscono i temi della malattia, della medicina e della morte come sono affrontati da scrittori e poeti di ieri e di oggi: da mostri sacri come Shakespeare e Thomas Mann fino a Pinocchio e alla fantascienza, passando per i grandi romanzieri italiani (come Svevo, Buzzati e Tomasi di Lampedusa) e stranieri (da Tolstoj a García Márquez), ma anche la poesia inglese, il Vecchio Testamento e la letteratura degli immigrati.
L’incontro fra medicina e letteratura è uno dei temi centrali delle medical humaminites, ma non si tratta semplicemente di abbellire la pratica della sanità, bensì di ricondurla alla sua finalità originaria: essere una medicina per l’uomo.
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