Nel mondo i fumatori sono circa 1 miliardo. A causa del fumo 5 milioni muoiono ogni anno, ma per il 2025 si raggiungeranno i 10 milioni. Una cifra drammatica non solo per i decessi, ma anche per la patologia fumo-indotta e, non ultimo, per i costi sociosanitari.
2/3 dei fumatori dichiarano di voler smettere, ma di non farcela. Molti hanno fatto poco per riuscirci. Una parte di quelli che ci provano alla fine cede perché la sigaretta è un richiamo più forte delle intenzioni. Le terapie per smettere di fumare risultano insoddisfacenti in circa il 70% dei casi (tra queste vanno ricordate: l'assunzione di nicotina via caramelle, chewing gum, spray nasali o cerotti; auricoloterapia o agopuntura tout court; sedute multiple di psicoterapia guidate da un esperto; omeopatia, laserterapia, yoga, shiatsu; ipnositerapia; farmaci disassuefanti.
In luglio, sulla rivista Lancet, un team di ricercatori anglo-australiani ha riportato i risultati di una terapia a base di SMS inviati al fumatore per indurlo a smettere di fumare. Il cellulare è ormai usato dai 2/3 della popolazione mondiale e, se la terapia funzionasse, l’impatto potrebbe interessare un numero di fumatori molto rilevante.
Lo studio ha riguardato 5.524 fumatori intenzionati a smettere, di cui 2915 hanno realmente ricevuto SMS educazionali finalizzati allo stop (5 messaggi al giorno per 5 settimane e poi 3 alla settimana per 26 settimane) e gli altri 2885, che fungevano da controlli (stesso numero di SMS ma non relativi al fumo). Per tutto il periodo di studio l'astinenza era verificata grazie a un questionario redatto dai partecipanti e a test biochimici ad hoc. Lo studio ha dimostrato che gli SMS sono efficaci (astinenti totali più che doppi rispetto ai fumatori riceventi SMS non specifici) e per i ricercatori la SMS-terapia potrebbe essere proficuamente associata ai provvedimenti anti-fumo. Lo studio non è esente da alcune debolezze metodologiche, ammesse dagli stessi autori, ma rappresenta un esperimento interessante.

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