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Medicina predittiva

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Pubblicato il 06/07/2025

Milano, 6 Luglio 2012: Partnerships complesse: genoma, “exposurome” e medicina predittiva

“Negli ultimi 10 anni, abbiamo fatto enormi passi avanti nello studio dell’influsso della variabilità genomica sul rischio di malattie e di fenotipi complessi, ottenendo risultati replicabili. I progressi nella capacità di misurazione su vasta scala, nella progettazione e nella qualità degli studi e la collaborazione internazionale sono stati fondamentali a questo fine. Contemporaneamente, si sta cercando anche di misurare il cosiddetto “exposurome”, vale a dire l’insieme dei fattori non genetici ai quali siamo esposti. A queste esposizioni non-genomiche potrebbero essere adattati e applicati alcuni dei metodi e dei principi che si sono rivelati efficaci nel campo della genomica, ma esistono soluzioni alternative. I modelli che utilizzano sia i fattori genomici sia quelli non genomici potrebbero essere utili per capire meglio le origini di malattie e fenotipi complessi. L’accumulo di informazioni di questo tipo potrebbe portare finalmente a realizzare un nuovo tipo di scienza e di pratica medica: la medicina predittiva. Piuttosto che limitarci a diagnosticare e curare a posteriori, potremmo prevedere certi esiti, al fine di individualizzare le misure di prevenzione e i trattamenti. L’avvento della medicina predittiva, tuttavia, non è privo di difficoltà e di sfide, e dovremo essere molto cauti nel decidere come ottimizzare le conoscenze predittive e come applicarle nella pratica”.

Questo il tema del convegno Partnerships complesse: genoma, “exposurome” e medicina predittiva illustrato con le parole di John P. Ioannidis, direttore dello Stanford Prevention Research Center presso la facoltà di Medicina dell’Università di Stanford,  che terrà una lezione magistrale.

 

Ore 14.00

Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Via G. La Masa, 19 – Milano 

Passante – Fermata Bovisa

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