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Gli ospedali continuano a dimagrire: via altri 7.000 posti letto

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Pubblicato il 08/11/2025

È fresco l’annucio del Governo: «i posti letto ospedalieri in Italia diminuiranno di almeno 7.389 unità per effetto dell’art. 15 comma 13 del decreto sulla spending review». 

Tagli o razionalizzazione? È dagli occhiali che si indossano che dipende infatti l’interpretazione di questa ulteriore cura dimagrante dell’assistenza ospedaliera.

Se da una parte c’è chi la vede come l’ennesimo attacco al Servizio sanitario nazionale, già vicino al tracollo, dall’altra c’è chi ne vede la premessa per la costruzione di un sistema più moderno che si adatti ai nuovi bisogni di salute, su cui la cronicità gioca un ruolo preponderante. 

I 7 mila e rotti posti letto in meno, infatti, costituiscono il netto di due numeri, forse, più significativi: il programma prevede infatti di smantellare 14 mila posti letto oggi destinati ai malati acuti per fare posto a 6 mila che dovranno accogliere  post-acuti, vale a dire lungodegenti o pazienti in riabilitazione. Ciò per raggiungere la media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 dedicato a post-acuti.

La situazione italiana, al primo gennaio 2012, è completamente sbilanciata:  231.707 posti letti in totale (pari a 3,82 ogni mille abitanti), di cui 195.922 per acuti (3,23 ogni mille abitanti) e 35.785 per post-acuti (0,59). 

Alle Regioni toccherà dunque correre per adeguarsi, tagliando e cucendo dove necessario. Cinque di esse (Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna, Lazio e Molise) dovranno diminuire i posti letto di entrambe le tipologie. Per quasi tutte si tratta di tagliare il numero di posti letto per acuti e crearne di nuovi per post-acuti. Fanno eccezione l’Umbria, l’unica Regione che potrà aumentare i posti letto in entrambe le tipologie, e il Piemonte, dove diminuiranno i posti per post-acuti.

Non tutte le Regioni avranno però da perderci. Nei calcoli del ministero della Salute, che hanno tenuto conto della popolazione di ogni Regione, della percentuale di anziani e dei flussi di mobilità ospedaliera tra Regioni, per una Lombardia o un Emilia Romagna che perdono quasi 2500 posti letto c’è una Toscana che ne guadagna quasi 1.500 o una Sicilia che ne avrà 500 in più. 

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