Il Registro Regionale lombardo dell’Adhd (disturbo da deficit attenzione con iperattività), a distanza di un anno dall’attivazione pubblica i primi dati sull’attività. Che sembrano dare ragione a chi ha mostrato cautela nei confronti di questo disturbo.
Nel corso di un anno, i pazienti con Adhd assistiti dai 18 Centri di riferimento sono stati 1129, con una media di 63 per Centro e con una prevalenza nella popolazione lombarda di 1 per mille. Di questi, solo il 31% ha necessitato anche di una terapia farmacologica. Oltre a questi pazienti, altri 257 bambini e adolescenti hanno contattato i Centri di riferimento per sospetta Adhd, ma che non è stata in seguito confermata dalle valutazioni cliniche effettuate.
C’è comunque da tener presente che ai Centri arrivano solo una parte degli utenti con Adhd, verosimilmente quelli più complessi o che non riescono ad avere risposte nel territorio di residenza. «Presumiamo che almeno altrettanti se non il doppio siano seguiti nelle strutture territoriali delle UONPIA», ha commentato Antonella Costantino, direttore di uno dei Centri Adhd partecipanti e vicepresidente della Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile (SINPIA).
«Queste prime informazioni - ha aggiunto Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto Mario Negri e del Registro Regionale - oltre ad essere a tutt’oggi uniche, ci confermano l’importanza di monitorare attentamente l’intero percorso diagnostico e terapeutico per poter rispondere in modo appropriato ai bisogni di salute. Inoltre, sebbene il Centro di riferimento copra solo parte delle richieste di cura, ci dicono che la prevalenza dell’Adhd nella popolazione lombarda è, comunque, considerevolmente inferiore rispetto a quella stimata in altre nazioni; come è considerevolmente inferiore il ricorso alla terapia farmacologica (psicofarmaci) per i pazienti lombardi con Adhd».

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