Pubblicato il 25/12/2025

Numero:
29
Serie:
Prima Serie
Nessuna delle civiltà del passato ha trovato una risposta definitiva al perché della morte, né la nostra cultura sembra meglio attrezzata. Oggi l’interrogativo sembra però essersi spostato dalla metafisica all’etica, cioè dal perché al come stare su questo scomodo confine. La definizione biologica è di per sé problematica: più che un atto la morte è un processo, e stabilirne l’ora esatta è una convenzione di natura medico legale. Il quando e il come della morte dipendono poi sempre più dalla scelta di attivare o sospendere procedure mediche. I professionisti sanitari sperimentano quindi in prima persona il disagio delle decisioni di fine vita. La formula della “morte naturale” non è la risposta: la nostra è una natura umanizzate, e quindi rivestita di cultura e valori. Vuol dire che, sullo scomodo confine tra la vita e la morte, per orizzontarci abbiamo più che mai bisogno di ricorrere alle medical humanities.
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