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Dall'industria del tabacco troppe interferenze alle politiche antifumo

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Pubblicato il 01/06/2012

Il fumo di tabacco, in Italia, è la principale causa di morte prematura, cui viene attribuito il 16% di tutti i decessi nella popolazione dai 30 anni in su, per cui contrastare il diffondersi del fumo nella popolazione rappresenta una priorità assoluta.

La sigaretta è un prodotto di consumo perfetto che si prova volontariamente durante l’adolescenza, quando il soggetto, spesso alle prese con problemi legati alla formazione dell’identità,  si sforza di uniformare i comportamenti a quelli di modelli familiari, amicali e ideali. La nicotina crea presto cambiamenti cerebrali e, anche in base a predisposizione genetica, dipendenza. A questo punto il desiderio di fumare risorge, senza o con minime stimolazioni esterne. Per molti anni, il soggetto resterà un buon consumatore coatto.

Esistono diversi tipi di interventi di prevenzione efficaci per smettere di fumare e per ridurre l’iniziazione tra i ragazzi, ma il loro impatto sul fenomeno può essere, attualmente, molto limitato; bisogna migliorarli dando un maggiore impulso alla ricerca in questi campi. Le misure regolatorie efficaci, come i divieti di fumare in luoghi pubblici chiusi e l’aumento dei prezzi generati da misure fiscali, possono avere un considerevole impatto, non solo per ridurre l’esposizione passiva al fumo, ma anche per ridurre i consumi. Uno strumento particolarmente potente ai fini dell’applicazione di queste misure si è rivelato essere la Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco, un trattato internazionale che impegna i Paesi che lo ratificano ad attuare, tra l’altro,  misure legislative che riducono l’accessibilità al tabacco e migliorino l’informazione. 

Le autorità pubbliche cui spettano le decisioni in merito alle politiche legislative sono perciò soggette alle pressioni di gruppi di interesse. I produttori di tabacco si sforzano di influire sui governi, i legislatori e coloro che possono condizionarlo. L’industria del tabacco, nel mondo e in Italia, svolge un’intensa attività di pubbliche relazioni per costruire alleanze con gli attori economici con cui condivide interessi. Al fine di acquisire argomenti a proprio favore ed esercitare pressioni sulle autorità pubbliche, usa l’intermediazione di istituti di consulenza e centri di ricerca, fondazioni ed altri soggetti vicini al mondo politico ed istituzionale.

In questa azione, l’industria del tabacco si presenta come un normale operatore economico e, attraverso un uso raffinato delle pubbliche relazioni e della comunicazione, inquadra il tema nella cornice dei diritti: libero mercato e libertà personale, spostando fuori dalla cornice i danni per la salute, mettendo in ombra, come viene rappresentato nella pagina seguente, la realtà degli 85.000 decessi all’anno provocati dal fumo.

In base ai valori del libero mercato e della libertà personale, i promotori della salute vengono screditati come fautori di misure paternalistiche e recessive, che impoverirebbero il paese, mentre grazie al consumo del tabacco migliora l’occupazione, lo stato incassa miliardi di tasse e, addirittura, il sistema pensionistico diventa più sostenibile, in virtù della morte prematura di molti fumatori.

Come possono i professionisti della sanità pubblica contrapporre all’azione lobbistica dell’industria argomenti basati sulla  razionalità economica e sull’etica?

lasciatemi indicare una priorità critica: tabacco, tabacco, tabacco … non ho mai visto nessun prodotto che riesce ad uccidere il suo consumatore, come il tabacco - Margaret Chan Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  2011

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato il World No Tobacco Day del 31 Maggio 2012 a mettere in luce e portare all’attenzione del mondo i tentativi che l’industria del tabacco compie per interferire nell’applicazione della Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco, il primo trattato internazionale al mondo per la tutela della salute pubblica. Gli Stati che lo ratificano, riconoscono i danni provocati dai prodotti del tabacco e dalle aziende che li fabbricano, individuano le azioni da intraprendere per contrastarne la diffusione e i metodi per l’attuazione.

Anche in Italia l’industria del tabacco si sforza di ostacolare l’applicazione di misure volte a ridurre il fumo di tabacco, ed è utile analizzare il suo metodo di lavoro e le argomentazioni utilizzate per preservare il mercato dei prodotti del tabacco, argomentazioni che, al pari di quelle utilizzate dai promotori della salute,chiamano in causa alcuni dei valori su cui si fonda il nostro vivere comune.

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Commenti

Inviato da romeo (non verificato) il
Il fumo è la più stupida mortale e costosa trappola che l'uomo si sia mai costruito! Smettere di fumare è la più saggia ed intelligente delle decisioni che una persona possa prendere per se stessa e per gli altri, se non sai come farlo vai qui http://www.smettoadesso.it/report-gratuito.html adesso è più facile!

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