Janus

scienza, etica, cultura
/ news

C’era una volta il welfare

Autori: 
Pubblicato il 19/10/2012

Quasi 8.500 euro l'anno per una badante; 3.700 euro per visite, esami o attività riabilitativa a domicilio; più di 1.100 euro per comprare farmaci necessari, ma non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale; altri 1.300 euro per l'acquisto di parafarmaci come integratori alimentari, dermocosmetici, creme, pomate, lacrime artificiali e così via. E quasi 14 mila euro per la retta di strutture residenziali o semiresidenziali. 

Tanto si spende per un anziano con una patologia cronica secondo Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità “Emergenza famiglie: l’insostenibile leggerezza del Welfare”, realizzato dal Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (Cnamc) di Cittadinanzattiva.

A questi dati si aggiunga che più della metà degli italiani tra i 65 e i 74 anni ha almeno una patologia cronica, che quasi un ultrasessantacinquenne su dieci vive uno stato di povertà relativa e oltre uno su venti in povertà assoluta e il quadro è completo. 

La salute e l’assistenza sono sempre più un fatto privato, con buona pace dell’uguaglianza.

Dalle risposte ottenute da 28 delle 86 associazioni nazionali, rappresentative di oltre 100 mila cittadini affetti da patologie croniche, risulta nel Rapporto che a occuparsi della cura e assistenza all’anziano malato cronico è, in più della metà (56%) dei casi, un solo nucleo familiare. Ciascuna famiglia dedica mediamente al familiare anziano oltre cinque ore al giorno. Situazioni che nella quasi totalità dei casi (93%) non permettono ai familiari di conciliare l’orario lavorativo con l'assistenza. Al punto che oltre la metà (53,6%) segnala licenziamenti e mancati rinnovi o interruzioni del rapporto di lavoro.

Per le associazioni, la situazione è ai limiti della costituzionalità. 

E ad aggravare la situazione potrebbero intervenire le ulteriori norme in materia di riduzione della spesa sanitaria e imposizione fiscale. 

Per saperne di più 

Cittadinanzattiva, Emergenza famiglie: l’insostenibile leggerezza del Welfare

Commenti

Inviato da maddalena gasparini (non verificato) il
Vorrei solo aggiungere a questi dati desolanti che nella maggior parte dei casi "la famiglia" vuol dire le donne: mogli e figlie. Aggiungendo discriminazione a discriminazione.

Aggiungi un commento